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Fatturato farmacia 2024: dove cresce il canale e dove frena

27 ottobre 2026 · Andrea Torresi, Commercialista · 6 min lettura

Quando si parla di fatturato in farmacia, il numero che circola è quasi sempre quello aggregato. Nel 2024, secondo IQVIA, il canale farmacia ha raggiunto 27,3 miliardi di euro, in crescita del 2,7 percento rispetto ai 26,6 miliardi del 2023. Il mercato retail farmaceutico complessivo, includendo parafarmacie e corner GDO, ha toccato i 32,3 miliardi. Ma dietro quel +2,7 percento ci sono dinamiche opposte che il titolare di farmacia deve conoscere per prendere decisioni.


1. Il commerciale traina, l’etico frena

Il principale motore della crescita nel 2024 è stato il comparto commerciale, che ha segnato un +3 percento. Dermocosmesi, integratori, nutraceutici e dispositivi medici continuano a guadagnare spazio sia in valore sia in quota sul totale dei ricavi.

Il segmento etico, pur rappresentando ancora la quota maggiore del fatturato — nel 2023 valeva 14,6 miliardi su 26,6 — cresce a ritmi più lenti, condizionato dalla dinamica dei prezzi di rimborso SSN e dalla progressiva genericazione di molecole ad alto volume. Per il titolare, questo significa che il fatturato può crescere mentre il margine complessivo si comprime, se il mix si sposta verso l’etico a bassa marginalità.

2. OTC e SOP: volumi in calo strutturale

I farmaci senza obbligo di ricetta mostrano un quadro più complesso. Secondo Assosalute (Federchimica), dal 2010 i volumi di vendita fanno registrare un’erosione media annua del –1,7 percento, mentre i fatturati crescono in media dell’1,6 percento l’anno grazie all’aumento dei prezzi medi.

Nel 2025, i dati New Line / Assosalute hanno confermato questa divergenza: i farmaci SOP hanno registrato volumi in lieve crescita (+0,2 percento) e valori in aumento del 4,8 percento, mentre gli OTC hanno perso il 2,2 percento in volume pur guadagnando il 2,1 percento in valore. In sintesi: si vendono meno confezioni a prezzi più alti. Questa dinamica può mascherare un problema di sell-out reale che il gestionale non evidenzia se guarda solo i ricavi.

3. La farmacia dei servizi: un nuovo flusso di ricavi

La nuova Convenzione farmaceutica nazionale, firmata nel dicembre 2024 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 19 marzo 2025 dopo 26 anni dalla precedente, ha formalizzato il ruolo della farmacia come presidio sociosanitario. I servizi regolamentati comprendono telemedicina, vaccinazioni (tutti i vaccini previsti per gli over 12, non solo antinfluenzali), test diagnostici, prenotazioni di visite e screening.

I numeri iniziali sono significativi. Nella sola area di riferimento di Federfarma Milano, Lodi e Monza Brianza sono state erogate circa 170.000 prestazioni di telemedicina nel 2025, tra pubblico e privato. Le vaccinazioni in farmacia hanno superato le 566.000 somministrazioni dall’avvio dell’ultima campagna. A livello nazionale, il rapporto Federfarma 2026 indica che il 70 percento delle farmacie opera già come farmacia dei servizi.

Per il titolare, la domanda operativa è: quanto incidono questi servizi sul conto economico? Ad oggi mancano dati pubblici aggregati sulla remunerazione effettiva dei servizi. Ma il trend è chiaro: chi non li attiva perde un flusso di ricavi e, soprattutto, perde posizionamento rispetto alla concorrenza territoriale.

4. Quasi 736 milioni di ingressi: il patrimonio da valorizzare

Il rapporto Federfarma “La farmacia italiana 2025” registra quasi 736 milioni di ingressi annui nelle farmacie italiane. Ogni ingresso è un’opportunità di vendita, consiglio e fidelizzazione. L’81,7 percento dei cittadini dichiara di scegliere sempre la stessa farmacia.

Il fatturato medio per farmacia, calcolato dividendo i 27,3 miliardi per le circa 19.500 farmacie censite da IQVIA, si colloca nell’ordine di 1,4 milioni di euro. Ma la distribuzione è fortemente disomogenea: le farmacie urbane ad alto traffico possono superare i 2 milioni, mentre quelle rurali faticano a raggiungere il milione. Confrontare il proprio fatturato con la media nazionale senza segmentare per localizzazione e bacino d’utenza è fuorviante.


Leggere i trend per decidere dove investire

Il fatturato che cresce del 2,7 percento è una buona notizia solo se sai dove cresce e con quale margine. Il commerciale traina ma richiede investimenti in assortimento e formazione. L’etico tiene i volumi ma comprime i margini. I servizi aprono nuove linee di ricavo ma chiedono organizzazione e competenze. Un cruscotto di controllo di gestione che scompone il fatturato per segmento, per servizio e per marginalità è lo strumento che trasforma questi numeri in decisioni.

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Fonti

  1. IQVIA / Quotidiano Sanità — nel 2024 la farmacia in Italia ha realizzato 27,3 miliardi di euro (+2,7%); mercato retail complessivo 32,3 miliardi; comparto commerciale +3% (quotidianosanita.it)
  2. Federfarma, “La farmacia italiana 2025” — 736 milioni di ingressi, 81,7% sceglie sempre la stessa farmacia (federfarma.it)
  3. Assosalute / New Line Ricerche di Mercato — OTC: volume –2,2%, valore +2,1%; SOP: volume +0,2%, valore +4,8%; erosione media volumi –1,7%/anno dal 2010 (LaPresse; Il Sole 24 Ore)
  4. Quotidiano Sanità / Federfarma — nuova Convenzione firmata dicembre 2024, pubblicata in GU 19 marzo 2025; 70% farmacie già dei servizi; 33,5% aumento presidi dal 1975 (quotidianosanita.it)
  5. Federfarma Milano / Quotidiano Sanità — 170.000 prestazioni telemedicina e 566.000 vaccinazioni in Lombardia nel 2025 (quotidianosanita.it)

Questo articolo è redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI Act, Reg. UE 2024/1689, art. 50). Titolare del trattamento: Andrea Torresi, Torresi & Associati S.r.l., Corso Umberto I° 161, 62012 Civitanova Marche (MC).